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Nel perseguimento di un modello culturale alternativo, libero da interessi politici ed economici, Scomodo ha ideato le “Notti Scomode”.
Queste notti bianche vengono organizzate negli spazi abbandonati della nostra città a seguito di un lavoro di riqualifica. Le Notti Scomode non sono “feste”, ma vere e proprie manifestazioni culturali volte non solo al finanziamento del giornale.
Le nostre azioni all’interno di questi spazi non sono fini a se stesse, ma sono volte a risvegliare gli animi sopiti di una cittadinanza inerme di fronte al disastro sociale, culturale e politico a cui assiste e partecipa giorno dopo giorno. Roma è avvolta da una paralisi generale, di cui sono vittime indifferentemente cittadini e istituzioni: i nostri coetanei, oltre a vedere le piazze svuotarsi di centinaia di migliaia di persone, hanno visto vanificato, per interessi economici e politici quanto etici e sociali, ogni tentativo di rigenerazione e nuova valorizzazione dell’Urbe. Noi, con un sentimento diverso, vogliamo rendere le nostre iniziative un prodotto della comunità destinato a tutti, nell’interesse di una generazione che vuole riscoprire i luoghi della propria città, partendo da notti di cultura e aggregazione.
Le “Notti Scomode” si pongono come lenti di ingrandimento puntate sull’abbandono, ma che nel frattempo mira a portare alla luce il lavoro dietro le quinte delle realtà che quotidianamente operano sul territorio per una sua riqualifica e che, come noi, vogliono un presente e un futuro migliore per la nostra città.

LE NOTTI BIANCHE DI SCOMODO
Dalla prima Notte Scomoda l’8 Ottobre del 2016 presso il liceo Machiavelli di San Lorenzo, oltre 20 mila persone hanno preso parte a questi eventi.

Notte Scomoda 1
(Liceo Machiavelli, San Lorenzo). 2500 partecipanti

Un Liceo situato in uno dei quartieri più vivaci di Roma, risulta emblematico per palesare la mancanza di prospettive sociali e culturali a 360 gradi che offrono molte delle strutture scolastiche del nostro paese. Quella di Scomodo è stata una presa di posizione contro un modello scolastico che tende a limitare l’efficacia di questi luoghi al solo orario di lezione, promuovendo di fatto una scuola-ufficio drasticamente distante dal laboratorio creativo che questa dovrebbe rappresentare.


Notte Scomoda 2
(Ex arsenale pontificio, Porta Portese). 3000 partecipanti

Uno spazio nel pieno centro di Roma dall’incredibile valore storico e artistico di oltre 3000mq. Dopo il fallimento ripetuto dei progetti di riqualifica versa da anni in completo stato di abbandono.

Notte Scomoda 3
(Hotel Giustiniano Imperatore, quartiere San Paolo). 3500 partecipanti

Un albergo di nove piani non ultimato a seguito del fallimento della società di costruzione. Soprannominato “Il bidet” è dal 2005 in completo stato di abbandono. A seguito dell’intervento in tenuta antisommossa delle forze dell’ordine, oltre 600 tra ragazzi di Scomodo e simpatizzanti hanno manifestato pacificamente per le vie del quartiere. La serata si è svolta nel vicino parco Schuster. A seguito dello sgombero è stata aperta un’interrogazione parlamentare sulle modalità d’azione della forza pubblica.

Notte Scomoda 4
(Ex deposito Atac, Piazza Ragusa - Università di Roma La Sapienza). 6000 partecipanti

Un Deposito Atac da anni in disuso e privo di qualsiasi progetto di riutilizzo concreto doveva essere la sede della quarta notte Scomoda. A causa dell’intervento preventivo delle forze dell’ordine la serata si è svolta presso l’Università “La Sapienza”. L’opera di sensibilizzazione sul luogo è stata portata avanti mediante una pubblicazione-inchiesta sul patrimonio Atac.




Notte Scomoda 5
(Stadio Flaminio – Gasometro). 6000 partecipanti

Bene di interesse culturale e storico dal 2008 secondo il “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, lo stadio Flaminio è stata una delle arene sportive più importanti di Roma. Di fatto però, versa in uno stato di abbandono dal 2012. A causa dell’intervento aggressivo delle forze dell’ordine, con più di 100 agenti in tenuta antisommossa, la serata è stata allestita una settimana dopo su Riva Ostiense, ai piedi del Gasometro, altro luogo pieno di potenzialità ma mai sfruttato appieno.