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Il progetto di Scomodo nasce nell'Agosto del 2016, e muove dalla necessità di elaborare una reazione concreta a quel sistema di grandi mancanze che da anni a questa parte ha caratterizzato, in maniera più o meno debilitante, la realtà della città di Roma.
Formulato in questi termini, il discorso è semplice: Scomodo nasce da un'assenza -quella di alternative sociali e culturali valide in grado di raggiungere tutta la cittadinanza fuori dai singoli contesti locali- con l'obbiettivo di opporvisi.
L'aspirazione è quella di inaugurare un nuovo modello culturale, su cui si possa fondare un modo di intendere la città che la renda diversa e più viva, finalmente in grado di utilizzare le risorse a sua disposizione.
Così, dal rapporto con un panorama che squalifica la cultura e rilega l'informazione, sempre più parcellizzata, alla superficialità e alla faziosità, ha preso vita l'idea di una realtà editoriale rivoluzionaria, che da una parte fosse basata su un'informazione critica e indipendente -che restituisse al giornalismo, quindi, oltre la ricerca dello slogan e delle notizie eclatanti, una dimensione profonda- e che dall'altra fosse contornata -e allo stesso tempo supportata- da un universo di progetti-satellite capaci di porre rimedio, in maniera pratica, a quelle deficienze che per anni hanno imprigionato la capitale.

In tal modo, assieme alla realtà editoriale di Scomodo, fatta di un giornale cartaceo, gratuito e senza pubblicità, è nata la realtà sociale di Scomodo, e quindi le Notti Scomode, Orfico, il progetto di Voci della Metropoli e tutto quell'apparato che ha riformulato in toto le modalità di interfacciarsi alla cultura: non più un ammennicolo elitario e distante dai più, ma una un bene necessario alla vita di tutti, dotato di un significato concreto e palpabile.
Non a caso, le Notti Scomode, gli eventi di Orfico e le altre manifestazioni di autofinanziamento grazie alle quali Scomodo continua ad esistere sono il manifesto di tutto ciò: chi li frequenta sa che non sta prendendo parte ad un semplice evento, sa di avere a che fare con prodotti culturali che altrimenti gli sarebbero rimasti sconosciuti, e, non ultimo, sa che con la sua partecipazione sta contribuendo alla produzione di un giornale.
Questa è stata la rivoluzione metodologica del progetto di Scomodo: riallacciare i ponti tra il fenomeno culturale ed il fenomeno di massa.
Il nostro è un nuovo paradigma socioculturale, un paradigma che indica una via che può essere percorsa da tutti, che altri scenari sono possibili, e che anche la generazione a cui sono state offerte meno prospettive li può sognare.

LA RIVISTA

Scomodo è un mensile d'informazione indipendente, gratuito e completamente autofinanziato. Scomodo viene stampato ogni mese in 7500 copie e distribuito in oltre 120 tra scuole, università e Punti Scomodi, luoghi di cultura e socialità distribuiti su tutto il territorio romano.
Alla realizzazione della rivista partecipano oltre 400 tra ragazzi liceali ed universitari, facendo di Scomodo il giornale studentesco più letto in Italia.

Nell'approcciarsi alla realtà editoriale di Scomodo, la domanda da porsi è semplice, e riguarda quale possa essere, nel 2017, il significato di un investimento in una rivista esclusivamente cartacea.
La domanda è emblematica, perché riassume il quadro paradossale di quelli che sono i rapporti che intratteniamo con i servizi d'informazione che sperimentiamo quotidianamente, dai telegiornali ai blog, passando per le testate giornalistiche ed i social network: disponiamo di risorse d'informazione quasi illimitate e viviamo, al contempo, un sostanziale vuoto di informazione.
È il difetto tipico dell'iperconnessione, che fa da trampolino al deperimento della realtà giornalistica odierna: le notizie sono moltiplicate, distorte, alterate al punto di poter essere usate a supporto delle più dissimili scuole di pensiero, il rapporto con la notizia è ridotto ad una dimensione effimera e nozionistica; la realtà di un'informazione critica, ragionata, completa ed indipendente viene soppiantata da quella di un'informazione veloce e parcellizzata, destinata ad essere somministrata nella formula espressa di un titolo di telegiornale o di un link di social network.
Per la realtà editoriale che Scomodo vuole rappresentare, la volontà di arginare questa tendenza ha significato due cose: tornare ad investire sulla qualità contenutistica degli articoli che vedono la luce sulle nostre pagine, e modificare la formula in cui l'informazione viene proposta al pubblico.

La carta
Nel parlare di modificare la formula con cui l'informazione viene proposta al pubblico, non parliamo del concepimento di nuovi modelli comunicativi, quanto della riscoperta dei vecchi, in particolare, del cartaceo.
Col passare del tempo, a partire dai primi anni sessanta, l'avanzare della tecnologia ci ha regalato un nuovo modo di intendere il rapporto con la cultura: laddove prima l'unico mezzo d'informazione era costituito dalla realtà cartacea, l'avvento della televisione prima, e del web dopo, ha moltiplicato le i mezzi d'informazione e le formule in cui poterne usufruire.
Di qui in poi è nato un sistema che ci ha regalato possibilità di conoscenza inconcepibili solo dieci anni prima, inaugurando l'epoca della rivoluzione digitale, incarnata dalla nascita di un universo di blog, social network e servizi di breaking news. Qui la rivoluzione digitale ha fallito: ha fatto il suo debutto una realtà di link, condivisioni, slogan e titoli sensazionalistici, riducendo la dimensione giornalistica -e con essa il l'informazione- ad una forma scarna ed essenziale, raramente carica di riflessioni incisive e originali.

Nasce in tal modo l'idea del ritorno al cartaceo: nel tentativo di riconsegnare valore alla trasmissione delle notizie e all'universo giornalistico riconducendolo in quella forma in cui i suoi contenuti possano meglio essere assaporati.
Non si tratta di fascinazioni nostalgiche, ma di una scelta ponderata: l'informazione cartacea, è, comunque venga intesa, un'informazione lenta, necessitosa di attenzioni, ed investiamo in questa perché crediamo che nella lettura, nell'analisi, nella comprensione e nella critica di un testo giornalistico, la giusta scelta di tempi, sia essenziale.
La carta, così vissuta, getta un ponte tra la memoria visiva e quella tattile, riducendo al minimo le distrazioni che possano frapporsi tra il lettore e il testo che questi si trova davanti. In tal modo, il rapporto con la rivista riconsegna maggiore rilievo alla dimensione umana che vive dietro il progetto giornalistico, giacché la carta torna ad essere prodotto sensibile del lavoro di un gruppo.

Per questi motivi non troverete il nostro giornale su questo sito.
Per leggere Scomodo potete prendere gratuitamente le copie distribuite o lasciate nei punti indicati.

In questo senso, la ricerca di una produzione editoriale di qualità è alla base dell'attività giornalistica di Scomodo, giacché su essa si fondano le riunioni di redazione, la scelta, l'impostazione e la stesura di qualunque articolo. A sottendere a queste fasi è un lungo processo collegiale basato sulla discussione ed il libero scambio di idee, in tal modo, il prodotto, ultimato, non è meramente frutto di un lavoro di squadra, ma una sintesi ponderata tra le varie istanze ed i diversi istinti, un'analisi approfondita e mai parziale.

Alla fine di questo processo, la distribuzione del giornale si carica di un significato diverso, affermando una vicinanza sensibile tra chi scrive e quella realtà circostante che è oggetto degli articoli, e ripristinando un rapporto con chi con la cultura, sino ad allora, per mancanza di risorse o di forze, non aveva forse mai avuto a che fare.
PRESENTE
In un anno di idee, lavoro e sfide che hanno coinvolto e mobilitato questo gruppo di duecento ragazzi volontari, abbiamo compreso l’importanza per questa generazione di considerarsi, più di ogni altra cosa e più dì chiunque altro, il presente. Ed è a “Presente” il nostro numero estivo di 320 pagine, autofinanziato attraverso il crowdfunding e distribuito gratuitamente in 7500 copie nelle piazze di Roma, che abbiamo affidato il racconto della realtà che ci circonda. Un numero disponibile esclusivamente in edizione cartacea, che porta con se l’esperienza e la passione di ogni singolo redattore, così come la crescita straordinaria fatta insieme da questo gruppo. Un numero pensato nel corso dei mesi per capire a fondo il mondo in cui viviamo, senza presunzioni o velleità ma, con la volontà di provare ad essere, fino in fondo, il nostro presente.

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